Notizie

Un canale diretto con la Rete e gli ecovillaggi: RIVE su TELEGRAM

Dal 1 Maggio una novità da RIVE, la Rete Italiana Villaggi Ecologici.

Un nuovo canale per restare sempre connessi con il mondo degli ecovillaggi.

Si tratta dell'utilizzo di Telegram, una piattaforma web gratuita e no profit (o scaricabile su pc o cellulare tramite app) che consente di ricevere in tempo reale le ultime novità dal mondo degli ecovillaggi. Rive ha scelto di utilizzare questo strumento per avere un filo diretto con i soci e non, per diffondere la visione delle comunità ecologiche, per stimolare idee per il cambiamento, per fornire un orientamento condiviso ed ufficile per chi si avvicina e desidera saperne di più.

Telegram consente due opzioni, il gruppo ed il canale:

- RIVEdiamoci è il gruppo con cui puoi chattare con i soci e amici di Rive e scambiarsi informazioni e iniziative specifiche. Ti puoi iscrivere cliccando qui: @RIVEdiamoci

- Rive - news dalla rete degli ecovillaggi è il canale ufficiale dell'associazione attraverso il quale riceverete le informazioni più rilevanti della settimana dagli ecovillaggi o dalle reti amiche e mediapartner. Dal momento dell'iscrizione riceverai delle brevi news con i link ad articoli più ampi: decidi tu se approfondire o meno!Ti puoi iscrivere cliccando qui: @ecovillaggiRIVE

In attesa di incontrarci dal vivo vi aspettiamo nella nostra comunità virtuale.

TELEGRAM PROMO 01

 

La voce degli Ecovillaggi al tempo della sfida globale

Quando la trasformazione bussa alla porta lo fa con grande energia, ci chiama al risveglio dei nostri valori più profondi e della nostra connessione interiore, con tutti e con tutto ciò che ci circonda.

In questo momento storico ci viene chiesto di riconoscere i nostri bisogni individuali e soprattutto di imparare a prendercene la responsabilità; di unirci in gruppi e comunità, seppure a distanza, per sostenerci, accompagnarci, rallegrarci e continuare a produrre

Resoconto incontro autunnale 2018

Dal 9 all’11 Novembre, la Rete si è riunita presso la fattoria Il Rosmarino per il secondo incontro straordinario d’autunno. In questa sede avrebbe dovuto svolgersi il raduno estivo della RIVE ma una serie di imprevisti e difficoltà non lo hanno reso possibile. Come potrete immaginare, questa situazione ha portato tantissime diverse reazioni emotive di cui il Consiglio Direttivo e la Presidenza si sono presi cura in primis ed hanno aiutato tutta l’assemblea, nello scorso incontro a Lumen, a metabolizzare e superare il disagio.

Comunità, regole, fiducia e responsabilità: l’emergenza Coronavirus osservata con le lenti CLIPS

In un momento epocale come questo, in cui la comunità è chiamata a rispondere ad una sfida importante, abbiamo voluto cogliere l’occasione per riflettere insieme a voi su ciò che sta accadendo, attraverso le lenti CLIPS, consapevoli di quanto tutto questo abbia molto a che fare con il costruire comunità e restituirle la sua funzione sociale.

Il CLIPS (community learning incubator - https://clips.gen-europe.org/) è un programma di incubazione di iniziative sostenibili, elaborato per sostenere gruppi nel percorso di creazione di comunità intenzionali e progetti collettivi, così come per supportare realtà già esistenti che abbiano bisogno di rafforzarsi, rinnovare il proprio intento, strutturarsi meglio o semplicemente migliorare le proprie relazioni.

A tal proposito è stato ideato un modello che identifica 4 elementi di base che costituiscono lo scheletro dello stare insieme, per costruire un progetto comune: INDIVIDUO, COMUNITÀ, INTENTO, STRUTTURA.

Vediamo come possiamo analizzare quello che sta accadendo alla comunità umana in questo tempo così straordinario, attraversando le 4 dimensioni del modello CLIPS

Lo faremo senza la pretesa di offrire soluzioni, ma con l’intento di aprire spazi di riflessione che possano mettere luce su alcuni aspetti dai quali, forse, possiamo far emergere nuove consapevolezze.

gruppo clips 2

INDIVIDUO

Questo tempo di isolamento forzato, rispetto al mondo, ci offre l’occasione di porci molte domande, a noi sono venute in mente queste:

quanto sono abituata/o a stare da solo con me stessa/o, a non fuggire dalle mie emozioni, ad ascoltarmi e capire cosa vogliono dirmi?

Quanto sono connessa/o con me stessa/o e con i miei sogni?

Quanto la vita che stavo vivendo prima di questo tempo è in linea con i miei desideri?

Quanto mi sento realizzata/o dal punto di vista sociale e personale?

Come mi fa sentire essere padrona/e del mio tempo (avere la possibilità di scegliere quando e cosa mangiare, quanto tempo dedicare alle mie attività quotidiane: chiacchierare, studiare, leggere, fare le cose ad opera d’arte, dedicarmi al corpo, nutrire lo spirito…)?

Se ripenso alla vita che facevo prima: ho davvero voglia di tornare a quei ritmi? 

Cosa realmente mi manca, delle cose che non ho? Quali sono i miei bisogni reali e quali sono stati indotti dalla società, dai mass media, dal ritmo frenetico della mia “vecchia vita”?

Possiamo cogliere questo tempo per capire come ci relazioniamo con il tema della morte, magari provando a esorcizzare questo che è, forse, il tabù più grande della nostra cultura, e  anche uno dei motori che più ci spinge a creare comunità.

Cosa sento se penso alla mia morte? E se penso alla morte delle persone a me care?

Che rapporto ho con le mie paure più intime? quali sono? 

Cosa posso “praticamente” fare per migliorare la mia vita e sostenere chi mi sta accanto in questa stessa ricerca? 

INDIVIDUO e COMUNITÀ

Osservare come le diverse comunità, e più in generale la comunità umana, stanno reagendo a questa sfida può essere molto interessante. Cerchiamo di farlo, per quanto ci è possibile, sospendendo il giudizio, e sviluppando curiosità. 

Quali informazioni possiamo apprendere sullo stare insieme?

Ad esempio, questo tempo ci può aiutare a comprendere come individuo e comunità siano interconnessi: prendendosi cura della nostra salute ci stiamo prendendo cura della comunità.

Così potremmo pensare che lavorando su di noi, “bruciando” quella che il processwork chiama la ‘propria legna’, stiamo facendo un servizio per tutta la comunità. 

In particolare ci piacerebbe porre l’attenzione su tre elementi: la paura, la responsabilità e la fiducia. Quali dinamiche si stanno manifestando?

La tendenza ad attribuire colpe e responsabilità alle altre persone si manifesta in maniera più estrema in questo tipo di situazioni, e questo va a minare il senso di comunità. Sentirsi ad esempio dalla parte dei “buoni”, di quelli che rispettano le regole, ci fa stare bene; allo stesso tempo percepire nemici intorno a me non mi permette di sentirmi parte di una comunità. Mi isola. Mi fa sentire in pericolo. Genera paura.

Avere fiducia che il mio vicino stia facendo di tutto per prendersi cura della situazione genera unione e cooperazione; non avere fiducia e pensare che sia un irresponsabile genera ansia, rabbia e divisione.

Al tempo stesso possiamo riflettere sul senso di responsabilità. Acquisire consapevolezza sull’impatto che le mie azioni hanno sulle altre persone e sul mondo, mi rende capace di misurare e stabilire un confine fra le azioni che appartengono alla cura personale, al sano diritto di sentirsi bene, e quelle che potrebbero innescare una catena di conseguenze dannose per la comunità. In questo tempo il confine è molto labile, e questo ci costringe a porre una grande attenzione e a lavorare sulle nostre zone di confort.

INTENTO

In questo momento per la maggior parte delle persone l’intento collettivo più forte corrisponde probabilmente alla cura della comunità, delle persone più deboli, di chi si sta mettendo in prima linea per solidarietà, senso civico, missione di vita.

Siamo realmente tutte e tutti allineati su questo intento?

Siamo allineati sugli strumenti e le modalità per perseguire questo intento?

L’informazione che circola è coerente con quanto sta accadendo, è chiara e trasparente? Abbiamo fiducia nelle istituzioni e negli attori maggiormente coinvolti nell’emergenza?

 

Possiamo chiederci, ad esempio, quali siano i privilegi personali che si stanno manifestando in questa situazione: non appartengo alle fasce considerate maggiormente a rischio, sono in buona salute, vivo in campagna, ho una famiglia numerosa, vivo in comunità...

E ancora ritorniamo allo stesso tema: stare in comunità o no, quanto ti senti interconnesso con la tua famiglia o con la tua comunità di riferimento, quanto si sta realmente agendo come comunità?

Qual è il mio intento personale? Per me stesso e per sostenere la mia comunità?

Un intento chiaro e forte può smuovere le maree e, oggi più che mai, potrebbe essere un alleato essenziale per portare avanti con determinazione e coraggio le nostre scelte, le nostre azioni, i nostri progetti.  

STRUTTURA

Riflettere sulla struttura, oggi, ci fa immediatamente pensare alle regole. Come ci insegna l’esperienza di vita comunitaria per essere sostenibili nel tempo e permettere ad un gruppo di fiorire nel proprio intento, più che di regole si dovrebbe parlare di accordi, concertati, condivisi, costruiti ad hoc per rispondere ai bisogni e all’intento del gruppo. 

La struttura include vari altri elementi, come ad esempio l’economia, la struttura giuridica, la governance, per essere funzionale alla collettività deve avere maglie non troppo strette, perchè ciò soffocherebbe l’azione e l’espressione dell’individuo e del gruppo, e al tempo stesso non troppo larghe, per non disperdere l’energia del gruppo ed il suo intento, portando al caos e dell'inconcludenza, mettendone a repentaglio la sicurezza.

A questo proposito la metafora del tessuto è sempre illuminante: la trama, ossia i fili orizzontali, si intersecano nell’ordito, i fili verticali. La trama crea il disegno, mentre l’ordito è la struttura che la sostiene. Se l’ordito è troppo rigido, sarà molto difficile, a volte impossibile, intersecare la trama. Se l’ordito è troppo morbido, la trama dopo un poco crollerà perdendo la possibilità di mostrare al mondo tutta la sua bellezza. L’arte del tessuto può essere paragonata all’arte di creare strutture e accordi condivisi che permettano a una comunità di esprimere tutto il suo potenziale.

Guardando la situazione estrema che stiamo vivendo, vi sembra che i decreti legge e le direttive del governo siano vicini a tale equilibrio, seppur nei limiti del realismo?

Le maglie vi sembrano troppo strette e troppo limitanti della libertà individuale al punto da spingervi a evadere le regole? O credete che siano troppo larghe e che non riescano a indirizzare i comportamenti delle persone, al punto che vi sentite minacciate/i? Ovviamente l’urgenza esaspera le tendenze culturali, proprio per questo il tempo che stiamo vivendo può essere così rivelatore.

La comunità stabilisce delle regole al fine di prendersi cura del collettivo.

Possiamo chiederci se davvero abbiamo questa percezione della realtà e, nel caso di una risposta negativa, possiamo cercare di comprendere perché, cosa sta mancando?

Come ci sentiamo quando le regole arrivano dall’alto, quando qualcuno decide per tutte e tutti? Come reagiamo alla sensazione di abuso, di limitazione della nostra libertà personale?

Come ci sentiamo davanti all’impotenza e alla mancanza di “controllo” su noi stessi, sulla situazione e sugli altri?

Come mi sento io dentro una struttura che non ho deciso/creato io? 

Quanto, all’interno delle regole che sono state imposte in questo momento, vengono contemplate tutte le diversità di interessi/bisogni? (vogliamo mettere l’attenzione in particolare su alcune delle parti più deboli della comunità: i bambini, le persone con problemi mentali, persone che vivono situazioni di violenza domestica, etc).

Come ti fa sentire tutto questo?

 

Questi sono gli spunti di riflessione che sono emersi guardando questo momento con gli occhiali del CLIPS, molti altri ce ne potrebbero essere e ce ne saranno via via che questa situazione andrà evolvendo. 

Il nostro auspicio, in questo periodo straordinario e sfidante, è di fare tesoro di questo preziosissimo tempo, accogliendo, osservando e ascoltando le paure, senza però cedere allo sconforto. Vi auguriamo di prendere in mano la vostra vita e il vostro tempo, di nutrire fiducia e coraggio, di diventare attori protagonisti della vostra piccola o grande comunità. 

Ce n’è bisogno, ora più che mai.

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Giorgia Lattuca e Giulio Ferretto 

per Il team CLIPS Italia

 

15 Sttembre 2018: Clean Up Day: Puliamo il mondo in un giorno!

Il primo Cleanup Day mondiale avrà luogo il 15 settembre e coinvolgerà milioni di persone provenienti da 134 paesi, che si attiveranno in difesa dell'ambiente e dell'umanità.

Permacultura: manuale di progettazione. Finalmente in italiano!

Siamo lieti di comunicarvi che a seguito di una fruttuosa campagna di crowfunding l'APS MEDIPERlab è riuscita, grazie alla partecipazione di tutta la comunità, a tradurre il libro scritto da Bill Mollison nel 1988, "Permacultura - Manuale di progettazione".
 
Si tratta di un libro scritto per insegnanti, studenti e progettisti, e rappresenta il testo fondamentale per lo studio della Permacultura. Consta di 14 capitoli e 642 pagine ed è il testo di riferimento ufficiale per i PDC, i corsi di progettazione in permacultura di 72 ore.
 
WP 20180922 12 17 38 Pro
 Illustra come progettare insediamenti umani sostenibili, e preservare e promuovere i sistemi naturali. Abbraccia aspetti della progettazione e gestione di un ecosistema coltivato nei diversi climi, spaziando dai principi e metodi di progettazione alla comprensione dei pattern naturali, passando per fattori climatici, acqua, suolo, movimenti terra, tecniche e strategie per tipologia di clima, acquacoltura, fino a considerazioni di ordine sociale, giuridico ed economico. 
Per richiederlo unisciti ad Ignazio Schettini e all'associazione su http://www.mediperlab.com/unisciti-a-noi/.
La permacultura ti aspetta!
 
 
 
 

IMPORTANTE: RADUNO ESTIVO 2018 ANNULLATO

COMUNICATO IMPORTANTE DALLA PRESIDENZA RIVE

IL RADUNO ESTIVO RIVE 2018 È STATO ANNULLATO

per problemi con i permessi necessari al corretto svolgimento delle attività.

Youth on Earth – Yes We (C)are 2019 - ZEGG (Germania) – 23 agosto-2 settembre 2019

Youth on Earth – Yes We (C)are 2019,

Scambio Giovanile sui temi delle relazioni e la sessualità

ZEGG (Germania) – 23 agosto-2 settembre 2019

Gli scambi giovanili (Youth Exchange) sono programmi finanziati dall’Unione Europea per permettere a giovani dai 18 ai 30 anni di diversi Paesi europei (e non solo) di viaggiare, incontrarsi, conoscersi e condividere esperienze e conoscenze su diverse tematiche in ambiti sociali, ambientali, culturali, politici, artistici e tanti altri.

Lo Youth Exchange che si è svolto nella comunità di ZEGG in Germania, in particolare, rientra sotto il cappello delle attività promosse da “Yes to Sustainability”, un gruppo informale di giovani costituitosi nel 2017 con l’obbiettivo di promuovere pratiche sostenibili a livello ambientale e sociale nel nostro sitema di vita.

Lo scambio, dal titolo “Youth on Earth – Yes We (C)are”, si è infatti focalizzato sulle tematiche delle relazioni, della comunicazione, della conoscenza di sè e del proprio rapporto con l’amore e la sessualità, nel contesto di uno dei più importanti ecovillaggi europei che fonda le proprie basi proprio su questi aspetti.

Più di 30 ragazzi da Italia, Germania, Francia e Spagna hanno così trascorso insieme 10 intensi giorni di condivisione esplorando dimensioni emotive e comunicative non sempre facili da affrontare. Questo è avvenuto grazie alla guida di due facilitatrici esperte sulle tecniche del Forum (una modalità di condivisione in gruppo molto utilizzata all’interno della comunità di ZEGG) e di altre metodologie di comunicazione e condivisione.

Il programma dello scambio era suddiviso tra il lavoro mattutino insieme ai residenti della comunità (cucina, orto, falegnameria, ecc.), e le attività pomeridiane in gruppo su tematiche relazionali e comunicative, il tutto intervallato da momenti liberi che si sono spesso trasformati in spontanei scenari ludici ed artistici. In poco tempo il gruppo è riuscito a costruire una fortissima coesione, una grande affinità ed un pieno coinvogimento nelle attività proposte.

E’ infatti questo uno dei più grandi risultati di successo che è possibile riscontrare alla fine di uno Youth Exchange.

 

Vuoi provare le emozioni di questo scambio giovanile? Ecco un breve video realizzato dai partecipanti: https://drive.google.com/open?id=1sQlTuPnq_dvuYxuYT9W0xHcSpf9YLp0q

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Di seguito alcune delle testimonianze dei partecipanti italiani inviati dalla RIVE, organizzazione partner del progetto.

Alice Quattrocchi, 30 anni, Antillo (ME) – Youth Leader

Lo scambio a ZEGG è stato senz’altro un’esperienza di grande ispirazione sotto tanti punti di vista. Conoscere e vivere la comunità da vicino, anche se per poco tempo, permette di avere uno sguardo molto più accurato sulle possibilità di relazione e di organizzazione di gruppi di persone così grandi che decidono di intraprendere un progetto di vita e di comunità insieme. Gli edifici e gli spazi di ZEGG, molto strutturati e regolamentati da un lato, favoriscono dall’altro la ricerca di un benessere interiore, relazionale, artistico e creativo che da poche altre parti ho potuto sperimentare.
Questo è stato sicuramente un elemento di grande favore per permettere al gruppo di noi ragazzi di sentirci a nostro agio e di poter godere di ogni momento, sia quando sentivamo l’esigenza di stare da soli sia quando volevamo stare in compagnia.
L’esperienza è stata per me molto arricchente anche per il rapporto così stretto che si è creato con gli altri Youth Leaders. Ogni mattina ci incontravamo per un cerchio mattuttino per seguire gli step organizzativi del progetto ma anche e soprattutto per condividere pensieri, emozioni e stati d’animo, costruendo giorno per giorno un team di supporto, fiducia e condivisione davvero stretto e di forte coinvolgimento personale.
Non è il primo Youth Exchange a cui partecipo, ma ogni volta che vivo una di queste esperienze non posso che meravigliarmi della bellezza e della magia che nasce da incontri così imprevedibili e allo stesso tempo così pieni di ispirazione.

 

Enzo Fumagalli, Rimini, 25 anni

Hai mai sentito come quando c’è qualcosa di veramente sbagliato nella forma in cui viviamo come umanità?

E’ davvero normale tutta la violenza che vediamo ogni giorno? E’ davvero normale tutta la povertà che vediamo intorno? E’ davvero normale essere depressi e non desiderare di vivere? Mi faccio queste domande da molto tempo.

Nel 2013, mi ricordo I dubbi che saltavano nella mia mente mentre studiavo per la mia laurea triennale in ingegneria industriale.

Come possono insegnarmi che il denaro è l’unico obbiettivo da raggiungere per una azienda? Cosa contano le persone che lavorano in quell’azienda? Cosa importa dell’inquinamento? Cosa importa di tutti gli altri aspetti sociali, ecologici, psicologici e spirituali?

Non ho mai potuto trovare le ripsoste a tutte le mie domande dentro l’università.

Così, ho cominciato a cercare altri sistemi che potessero accogliere I miei dubbi.

Non stavo cercando delle risposte. Cercavo un sistema che almeno potesse essere aperto alle mie domande.

Per fortuna la mia ricerca non è stata così lunga.

Ho trovato il movimento degli ecovillaggi e ho cominicato un Gaia Education EDE. Ho trovato il lo spazio per le mie domande e anche altre persone ne avevano.

Ma non sapevo quanto queste domande potessero andare a fondo.

Come voglio vivere davvero? Come voglio vedere l’umanità nel future? Le mie azioni sono allineate ai miei valori? Quali sono i condizionamenti inconsapevoli che ho appreso dalla società? Da dove viene il mio odio? Come mi comporto con gli altri? Perchè non posso parlare a mio padre?

Cosa mi rende un essere umano?

Un essere umano.

Lo hai mai chiesto profondamente a te stesso? Cosa vuol dire essere un essere umano?

Ho messo me stesso di fronte a tutte queste domande e il mio corpo ha cominicato a tremare.

La parte interessante è che non conosco la risposta. Ma non mi importa la risposta finale.

La cerco ogni giorno. La esploro ogni giorno.

Potete pensare che sono pazzo. Ma non sono l’unico.

Ci stiamo unendo. Ci stiamo supportando l’un l’altro. Stiamo affrontando le nostre obre. Ci stiamo sanando. Stiamo danzando. Stiamo pregando. Stiamo cucinando. Stiamo lavorando.

Siamo esseri umani.

Non so dove stiamo andando. Non importa. So dove non voglio andare.

E il mio cuore sa che stiamo andando in qualche luogo ancora più bello.

Non siamo un movimento specifico con una bandiera. Siamo esseri umani. Questo è il nostro movimento. L’amore è la nostra bandiera.

 

Adelaide Valentini, 26 anni, Anghiari (AR)

Essere a Zegg, vivere Zegg ed entrare in connessione con le persone e il luogo è stata un’esperienza che non scorderò mai. Sono entrata in connessione con la parte più profonda di me, una parte che sapevo esserci ma era troppo seppellita sotto gli abiti sporchi della paura e della fragilità per vederla bene.

Ho sentito il mio essere, un essere d’amore. Ho sentito una energia profonda derivante da questo amore. Prima è stato come strappare un cerrotto su una ferita non ancora marginata, troppa paura di soffrire e di provare rifiuto e abbandono.

Ho cominciato a vedere tutte le ferite che avevo addosso e poi mi hanno insegnato come fare a guarirle, mi hanno dato cerotto e disinfettante e poi mi hanno stretto la mano. Ho scoperto che il processo di guarigione personale e collettivo è un processo di cui bisogna prendercene cura e non trascurato, che le cose devono prendere il loro tempo e la loro forma per evolvere e trasformarsi. E poi ho guardato le persone accanto a me negli occhi e ho visto il coraggio di amare, il coraggio di fidarsi, di lasciarsi andare in un gruppo, di essere fragili. Infatti a casa non sono solo tornata con un bagaglio pieno di amore e fiducia ma sono tornata con il loro sorrisi. Ho condiviso un viaggio speciale ed importante con loro e nelle mia testa quando ripenso allo scambio a Zegg riesco solo a vedere le loro facce che mi sorridono. Mi portano così tanta luce e gioia nel mio cuore. Posso solo essere grata per questo mio viaggio, per avuto loro accanto a me a viverlo e per questa vita piena di sorprese e amore. 

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Foto e articolo di Alice Quattrocchi

CORSO INTRODUTTIVO SUL MODELLO “CLIPS - Community Learning Incubator Programme for Sustainability

CORSO INTRODUTTIVO SUL MODELLO

“CLIPS - Community Learning Incubator Programme for Sustainability

ECOVILLAGGIO TORRI SUPERIORE (VENTIMIGLIA) – 5 – 10 GIUGNO 2018

Scuola di futuro RdR "Quale sostenibilità per quale comunità?"

A scuola di futuro con Rete di Reti

Sono aperte le iscrizioni alla seconda edizione della Scuola delle reti, dedicata quest’anno al tema “Quale sostenibilità per quale comunità”.

Dal 16 al 21 settembre cinque giornate di studio e confronto su alcune delle tematiche ecologiche, economiche e sociali più dibattute, in compagnia delle esperienze teorico-pratiche più avanzate del nostro Paese.

Incontro invernale RIVE 2018

Si è appena concluso l'incontro invernale della Rete italiana degli ecovillaggi, un momento speciale d'incontro dei rappresentanti delle comunità per condividere storie di vita e confrontarsi sulla direzione associativa. Ce ne parla Francesca Guidotti.

Ciao Davide...

Condividiamo con voi il ricordo di Davide Ferrante, un amico della Rive che ieri ci ha lasciato al termine del XXII Raduno estivo, che quest'anno ha seguito la Conferenza Gen 2019 alla Comune di Bagnaia (Sovicille, Si).
Gli incontri si sono tenuti dal 13 al 21 di luglio, uno dopo l'altro e hanno richiamato numerose persone dai cinque continenti.
Al momento degli abbracci prima della partenza, nella mattinata di ieri 22 luglio, Davide ha avuto un malore.

L'incubatrice di progetti sostenibili

Nasce l'incubatrice di progetti e comunità sostenibili: un percorso formativo e un manuale, realizzato da un gruppo di facilitatori abitanti in ecovillaggi, che hanno messo insieme le proprie conoscenze a favore di chi opera per il cambiamento.

APERTURA CANDIDATURE VOLONTARI CONFERENZA GEN E RADUNO RIVE

È con estrema gioia ed entusiasmo che dichiariamo aperte le candidature dei Volontari per la conferenza annuale della rete degli Ecovillaggi internazionali (GEN) e il raduno annuale della rete italiana degli ecovillaggi (RIVE).

1° incontro del Clan Piemonte e Liguria

Vi proponiamo il resoconto della riunione del Clan Piemonte, incontratosi dopo il raduno RIVE, a La Casa Rotta in data 1, 2, 3 Settembre 2017.

"La RI-UNIONE del CLAN RIVE PIEMONTE, LIGURIA (e un tocco di LOMBARDIA).

Racconto dell'assemblea straordinaria della Rete ecovillaggi RIVE : il coraggio di rialzarsi

L’assemblea della Rete ecovillaggi svoltasi presso l’ecovillaggio Lumen dal 5 al 7 ottobre è stata l’occasione per metabolizzare le delusioni dell’estate e trovare il coraggio di rialzarsi.

Servizio volontario europeo: 2 opportunità di formazione

Rive è felice di annunciare che sono aperte le selezioni per partire con il Servizio Volontario Europeo.
La partecipazione è gratuita: viaggio, vitto, alloggio, preparazione, formazione linguistica, sono finanziati dal programma Erasmus +.
Per informazioni aggiuntive e chiarimenti scrivere a Manuela di Folco: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 


Il volontario sarà formato in:

ASSISTENTE EDUCATIVO in educazione alternativa e ANIMATORE INTERGENERAZIONALE
presso l’ ECOVILLAGGIO HAMEAU DE BUIS e CENTRO EDUCATIVO LA FERME DES ENFANTES


Se siete giovani con spirito di iniziativa, autonomi, curiosi, creativi, entusiasti, amanti della natura, interessati all’ecologia e all’educazione alternativa,  SE VI PIACCIONO I BAMBINI E GLI ANZIANI, questo è il posto per voi!!!

Periodo: dal 1 settembre 2017 al 30 giugno 2018.

Luogo: Ecovillaggio Hameau de Buis, nel sud della Francia (Localizzazione: http://hameaudesbuis.com/nous-trouver/).

Volontari richiesti: 2 persone dai 18 ai 30 anni.

Requisiti: forte interesse nell’educazione alternativa ed ecologia; capacità di relazione con bambini e anziani; motivazione a vivere e apprendere in ecovillaggio per dieci mesi.
NON è richiesta alcuna formazione specifica nell’ambito educativo.

Come candidarsi: leggi la descrizione del progetto, se sei veramente interessato a partire, compila il modulo a questo link https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeL7g5CS50X4xOFGBhqkCypkR0Y33_XF27-f9B3xeDzCBjzkw/viewform?usp=sf_link
 
Breve descrizione del progetto:
La Ferme des Enfants, scuola situata nell’ecovillaggio Hameau de Buis, è un’associazione no profit orientata all’ecologia, al rispetto per i bambini e allo sviluppo delle relazioni intergenerazionali.
Nella scuola e nell’ecovillaggio sono stati organizzati numerosi scambi multiculturali, il luogo è un crocevia di esperimenti e incontri che trascendono i confini nazionali, è quindi caratterizzato dal multiculturalismo e dall’apertura al mondo.
Il volontario SVE sarà accolto in un contesto di mutuo arricchimento e ottimizzazione delle dinamiche internazionali, all’interno di attività educative, culturali e relazionali che riguardano anche il tema della cittadinanza europea.
I due volontari SVE di questo progetto diventeranno partecipanti attivi del luogo per dieci mesi. La missione principale di ciascun volontario sarà l’animazione intergenerazionale e l’appoggio all’educazione dei bambini.
Avranno l’opportunità di occuparsi di relazioni con e tra bambini e anziani, networking, creare opportunità d’incontro per mezzo del gioco, giardinaggio, lavori nella fattoria, vita artistica, condivisione di conoscenze ed esperienze, solidarietà e azione civica.
 
Nello specifico tra le attività del volontario figurano le seguenti:
- Aiutare gli educatori nel loro lavoro quotidiano,
- Dare supporto amorevole ai bambini,
- Dare aiuto alle persone anziane che ne hanno bisogno,
- Creare legami intergenerazionali
- Facilitare in workshops di educazione non formale (tema che definirà il volontario),
- Partecipare nella vita quotidiana dell’ecovillaggio Hameau de Buis,
- Partecipare al progetto di permacultura.
 
 
Formazione – follow-up e mantenimento
Il volontario parteciperà regolarmente a incontri con il suo tutor e con l’altro volontario.
Ciascun volontario riceverà una formazione pre-partenza da parte della Rive.
Dopo il suo arrivo ad Hameau de Buis, durante il primo mese, riceverà una formazione sul progetto SVE al quale partecipa, una preparazione iniziale in pedagogie alternative per l’accompagnamento dei bambini, inoltre gli verrà offerto supporto nella sua formazione linguistica.  Il resto del mese, sarà dedicato ad incontri con gli abitanti del luogo, con i bambini, con il team pedagogico.
L’organizzazione ospitante offrirà vitto, alloggio e trasporto ai volontari SVE durante la loro permanenza nel progetto. Ciascun volontario riceverà un pocket-money durante la sua permanenza nel progetto SVE.
 
Obiettivi del progetto:
Ci si aspetta che grazie alla sua presenza attiva nel progetto, il volontario SVE avanzi verso la cittadinanza attiva, grazie allo sviluppo di competenze partecipative e diventando promotore dell’ascolto interculturale.
Inoltre il volontario si arricchirà di conoscenze e competenze in sistemi educativi alternativi e sostenibilità, grazie all’esperienza di vita nell’ecovillaggio e nella scuola.
Lo SVE è un’occasione di formazione umana e professionale per i giovani che vi partecipano. Dà loro la possibilità di sviluppare abilità e competenze in ambiti specifici grazie all’educazione non formale e alla formazione in campo.
Al concludersi il periodo di volontariato ci si aspetta che tanto il volontario come l’organizzazione ospitante abbiano avuto un arricchimento interculturale, personale e un’acquisizione di competenze sfruttabili anche in ambito professionale. Infatti, al concludersi del progetto il volontario, il volontario sarà appoggiato dalle due organizzazioni (di invio e di ricezione) nell’elaborazione dello Youth Pass, uno strumento di grande valore per la certificazione ed auto-certificazione delle competenze acquisite a livello umano, sociale e professionale.  
 
 
Informazioni aggiuntive:
·       Gli iscritti parteciperanno ad una selezione, i selezionati parteciperanno ad una preparazione prima della partenza in modalità (on-line, presenziale, ecc.) che verranno comunicate opportunamente.
.      Ai due volontari selezionati verrà richiesta l'iscrizione all'Associazione RIVE prima della partenza (La quota associativa annuale di Euro 30,00 dà diritto allo status di socio Rive 2017 e alla partecipazione al progetto SVE. Per info sulle modalità d’iscrizione, contattare Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)
·         Per informazioni aggiuntive e chiarimenti scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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